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Csil: lo scenario globale dei mercati

World Furniture Outlook 2015, il Rapporto di Previsione sul Settore del Mobile in Italia, 2015-2017 e Africa Furniture Outlook

Csil: lo scenario globale dei mercati

Il 21 novembre scorso sono stati presentati presso il Centro Congressi Palazzo delle Stelline di Milano tre Rapporti CSIL: World Furniture Outlook 2015, il Rapporto di Previsione sul Settore del Mobile in Italia, 2015-2017 e Africa Furniture Outlook. Il rapporto World Furniture Outlook 2015 contiene dati analitici sull’industria del mobile e previsioni sulla crescita della domanda di mobili nel 2015 e 2016 in 70 paesi, di cui: 35 paesi europei, 15 paesi dell’Asia e del Pacifico, 12 del Medio Oriente e dell’Africa, 3 del Nord America e 5 del Sud America. Il Rapporto di Previsione sul Settore del Mobile in Italia fornisce un quadro aggiornato e dettagliato del settore del mobile e delle sue prospettive mettendo in luce sia gli eventuali elementi di rischio che le possibilità offerte dallo scenario futuro. L’edizione 2014 si presenta con una veste grafica rinnovata in un nuovo formato arricchito di tabelle e grafici; lo studio include, inoltre, un’analisi dei seguenti comparti: mobili imbottiti, mobili per la cucina, mobili per la casa e mobili per l’ufficio con dati preconsuntivi per il 2014 e previsioni al 2017 per produzione, export, consumo interno e importazioni. Il rapporto Africa Furniture Outlook presenta una panoramica del mercato africano del mobile con dati su produzione, consumo, importazioni, esportazioni e con previsioni sulla crescita della domanda per il biennio 2015-2016 per 54 paesi africani. Questa prima edizione offre un’analisi per l’intera area e schede per ciascun paese che presentano un quadro delle opportunità per gli esportatori in questi paesi. Gli scenari macroeconomici che fanno da sfondo ai Rapporti sono stati elaborati da Prometeia nell’ambito di una lunga e preziosa collaborazione con CSIL e dal Fondo Monetario Internazionale.

Il quadro macroeconomico nel triennio 2015-2017 Lo scenario internazionale ipotizzato nei Rapporti CSIL è il seguente: − L’economia mondiale continua a crescere ma in modo moderato e disomogeneo. In particolare nel 2014 il prodotto interno lordo mondiale crescerà del 3,3% e il contributo alla crescita dell’area euro sarà positivo, ma ancora piuttosto debole. Mentre gli USA cresceranno del 3%, i paesi emergenti saranno interessati da un rallentamento del tasso di crescita rispetto alle previsioni precedenti e quindi sosterranno in misura minore il commercio internazionale. − Per il triennio di previsione si prevede una ripresa del tasso di crescita del PIL mondiale su valori intorno al 4%. − La debolezza dell’euro dovrebbe agevolare una ripresa delle esportazioni dei paesi europei ed evitare una nuova recessione, ma da sola non basterà. I consumi delle famiglie resteranno ancora deboli e il vero motore della crescita dovranno essere gli investimenti. − Proseguiranno le spinte al ribasso sui prezzi internazionali delle materie prime. − Permangono preoccupazioni sull’intensificarsi delle tensioni geopolitiche nell’area del Medio Oriente e sulle tensioni tra Russia e Ucraina.

Dopo solo un trimestre di stabilità a inizio d’anno, l’Italia è ricaduta nella recessione che la caratterizza dalla fine del 2011. La crescita del PIL acquisita per il 2014 è pari a -0,4%. Il contributo della domanda interna resta negativo, con gli investimenti che continuano a flettere mentre i consumi delle famiglie a fine 2014 registreranno solo un +0,1%. La caduta della spesa delle famiglie si è arrestata ma siamo ancora lontani dal poter parlare di una ripresa. Il maggior sostegno alla formazione del PIL nel 2014 arriverà quindi nuovamente dalla domanda estera netta. Nel prossimo triennio si prospetta invece una ripresa dei consumi privati un po’ più marcata e sostenuta da un miglioramento del reddito disponibile delle famiglie, da un’inflazione ancora contenuta e da un contributo positivo da parte della politica fiscale. Il deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro spingerà le esportazioni e darà maggiore slancio alla formazione del PIL che si prevede riprenderà a crescere nel 2015 dello 0,5%, per poi salire sopra il +1% nei due anni successivi. L’euro dovrebbe assestarsi intorno a 1,23 dollari per euro da 1,33 del 2014, favorendo una crescita delle esportazioni di beni intorno al 3,6% in termini reali. Nonostante la debolezza della domanda interna, anche le importazioni riprenderanno slancio, ma in misura minore rispetto alle esportazioni, consentendo al saldo commerciale di aumentare. Gli investimenti nel loro complesso riprenderanno invece a crescere solo nel 2016, mentre per quelli in macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto si dovrebbero manifestare i primi segnali positivi già nel 2015.

Il mercato mondiale del mobile Il consumo mondiale di mobili valutato a prezzi di produzione (escluso cioè il markup per la distribuzione) è di circa 440 miliardi di dollari USA. Il grado di apertura dei mercati (cioè il rapporto fra importazioni e consumi) è attualmente dell’ordine del 27%. I principali paesi importatori di mobili sono Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito. Le importazioni degli Stati Uniti, dopo la crisi del 2008 e 2009, si sono riprese e nel 2014 ammontano a circa 29 miliardi di dollari USA. La Cina ha più che raddoppiato le sue esportazioni da 25 miliardi di dollari nel 2009 a 53 miliardi di dollari nel 2014. Gli altri grandi esportatori di mobili sono Italia, Germania e Polonia.  Per il commercio mondiale del mobile è prevista una crescita modesta nel 2015, dopo la forte contrazione del 2009 e la progressiva ripresa degli anni successivi. Le previsioni di variazioni in termini reali della domanda di mobili nelle principali aree geografiche sono presentate nel grafico 1, che indica un aumento ancora limitato per l’Europa nel suo complesso, ma una crescita superiore al 3% per il mondo, specialmente grazie al contributo dei paesi emergenti.

Il settore del mobile in Italia nel 2015-2017 Il 2014 è stato di nuovo un anno pieno di incertezze per l’Italia e si sta chiudendo con un mercato interno di nuovo in calo, nonostante il buon funzionamento del bonus mobili che è riuscito a dare una boccata di ossigeno al settore, ma non tale da portare in territorio positivo la domanda interna. L’export sta continuando ad aumentare, sia grazie ai mercati dell’Unione Europea che hanno ripreso a crescere nel 2014, che di quelli extraeuropei. Questi ultimi però stanno mostrando un rallentamento del tasso di incremento rispetto a quello registrato nel 2013. La crescita delle vendite estere non sarà però sufficiente a evitare un nuovo calo del fatturato totale del settore, che si attesterà intorno al -1,8% nel 2014. Da segnalare anche l’aumento delle importazioni (+10%), nonostante la debolezza del mercato interno. Il 2015 sarà un anno di passaggio, nel quale la crescita del commercio internazionale riprenderà slancio trainando le esportazioni del settore, ma sul mercato interno permarranno ancora elementi frenanti. Posto che la Legge di Stabilità esca dall’iter parlamentare con una formulazione che mantenga gli elementi di sostegno ai consumi, si può presupporre un ulteriore rallentamento del calo dei consumi di mobili. I miglioramenti del reddito disponibile delle famiglie non saranno ancora tali da avere un effetto di rilancio dei consumi di mobili e le incertezze derivanti dal quadro economico generale spingeranno i consumatori a navigare a vista ancora per qualche trimestre, con comportamenti molto cauti negli acquisti. Per quanto riguarda le esportazioni, nel 2015 il deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro avrà implicazioni positive sull’andamento delle vendite di mobili soprattutto nei paesi emergenti e bilancerà il previsto ridimensionamento dei tassi di crescita della domanda proveniente da questi paesi. Le imprese italiane potranno anche godere dei segnali positivi che arriveranno dai paesi dell’Unione Europea. Nel 2015 ci si attende dunque una crescita delle esportazioni pari al 3,1% a prezzi costanti. Il congiunto andamento positivo delle vendite sui mercati esteri e della lieve flessione del mercato interno potranno determinare una stabilità del valore della produzione in termini reali. Nel 2016 la domanda interna arresterà la propria caduta e inizierà a mostrare timidi segnali di ripresa. I consumi interni saranno ancora frenati dall’andamento dell’occupazione e dal tentativo di ricostituire i risparmi, più che di innalzare la propensione al consumo. La domanda estera continuerà invece lungo un sentiero di crescita positiva, determinando una crescita della produzione dell’1,3% a prezzi costanti. Nel 2017 l’economia italiana tornerà a crescere a un ritmo intorno all’1,2% trainata anche dalla domanda interna. La ripresa della crescita del reddito disponibile (+1,5% a prezzi costanti), sostenuta da una ripresa dell’occupazione (+0,8%) e da un’inflazione ancora moderata miglioreranno ulteriormente il clima di fiducia delle famiglie. Questo si tradurrà in un aumento del consumo di mobili del 2% a prezzi correnti.

Il mercato del mobile in Africa Con 1,1 miliardi di abitanti e un PIL pro capite di circa 2000 dollari, l'Africa ha un consumo totale delle famiglie di 1400 miliardi di dollari USA. La domanda dei consumatori è cresciuta rapidamente negli ultimi dieci anni, grazie ad un aumento del reddito reale. Con il 16% della popolazione totale del mondo, l'Africa contribuisce per il 3% al PIL mondiale e dal 2000 il PIL pro capite in Africa è cresciuto velocemente. Il consumo apparente di mobili (valutato a prezzi di produzione escluso il markup per la distribuzione) è pari a circa 10 miliardi di dollari USA nel 2013 e rappresenta circa il 2% del consumo mondiale di mobili. Il totale delle importazioni di mobili in Africa (sia provenienti da altri paesi africani che dalle altre aree del mondo) è pari a 3,6 miliardi di dollari USA. I dieci principali paesi importatori di mobili sono: Sud Africa, Angola, Marocco, Libia, Nigeria, Algeria, Kenya, Egitto, Ghana e Sudan. Le prospettive di crescita delle economie africane per il prossimo futuro sono molto interessanti. L'Africa nel suo complesso è dotata di ampie disponibilità di risorse (nel settore minerario, energetico e agricolo). Per 35 paesi africani (su 54) si prevede una crescita media del PIL superiore al 5% l'anno in termini reali per gli anni 2014-2016, ciò a fronte di una crescita media del 3,7% per l'economia mondiale. Pertanto, anche le prospettive per il settore del mobile in Africa sono favorevoli.

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