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La spesa per la casa vista dall'osservatorio Findomestic

le famiglie rinviano ancora per un po' l'acquisto dei beni non strettamente necessari.

La spesa per la casa vista dall'osservatorio Findomestic

La crisi economica non fa sconti. Anche il settore della casa, compreso i suoi accessori, continua a subire l'incertezza del momento; le famiglie posticipano l'acquisto di beni durevoli per la casa che, se pur caratterizzati da una favorevole proposta di prezzi, registrano una flessione sia delle vendite che del fatturato.

Nel 2012 il forte freno ai consumi, in un valore del -6,4%, inferiore all'anno precedente, ma comunque negativa, fa guardare questo 2013 come un anno interlocutorio.

Nello specifico il mercato del mobile e articoli da arredamento, che aveva tenuto nel biennio 2010/2011, rivela un deciso calo della domanda. A influire su questo andamento negativo figurano, oltre alla crisi economica e al conseguente clima di incertezza, la carenza di incentivi e la complessità del mercato immobiliare; in aggiunta, a punire gli acquisti di mobili e arredamento contribuisce, c'è il degrado del potere d’acquisto delle famiglie e alle sempre più difficoltose possibilità di accedere al credito.

Benché l'aumento degli incentivi per la riqualificazione del patrimonio abitativo, il fiacco perdurare della fase di aggiustamento degli investimenti in costruzioni, consente di stimare una debole ripresa, non prima, della metà del 2013. La domanda si indirizzerà verso le grandi catene di distribuzione, contraddistinta da un’offerta più economica rispetto a quella dei distributori indipendenti dell’arredamento.

Se prendiamo come esempio il mercato della cucina, sebbene oltre 2/3 delle vendite di cucine siano ancora veicolate dagli indipendenti, i cambiamenti dei consumatori, in questo periodo di crisi, a causa delle succitati punti, sono indirizzati all'acquisto di prodotti dal formato con un altro grado di risparmio, come le grandi superfici e i mercatoni, che sono passati da un'affluenza dal 19% del 2011 al 23% del 2012. Il ridimensionamento della quota di mercato degli indipendenti è stata il risultato sia di una riduzione dei volumi, sia di una riduzione del prezzo medio, che rispecchiare le scelte di limitazione della spesa per l’acquisto/rinnovo dello spazio cucina.

Per una panoramica più ampia e dettagliata di altri settori del commercio come: auto, moto campar, grandi-piccolo elettrodomestici e nuove tecnologia, e non ultimo statistiche suddivise per regioni si faccia riferimento al sito:
 

 

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