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Seminario 2018 CSIL World Furniture Outlook: lo sviluppo del mobile mondiale

I dati rivelano una prospettiva globale positiva per i prossimi anni

Seminario 2018 CSIL World Furniture Outlook: lo sviluppo del mobile mondiale

Durante il Salone del Mobile di Milano si è svolta la 16a edizione del Seminario CSIL World Furniture Outlook, incontro che ha visto la partecipazione di oltre 100 produttori di mobili, fornitori, operatori del settore dell'arredamento interessati a conoscere ed approfondire le tendenze attuali del settore e soprattutto le prospettive future.
Il seminario è stato presieduto da Giovanna Castellina, International Marketing Director  di CSIL, mentre Alessandra Tracogna, senior partner di CSIL,  ha illustrato le prospettive e le questioni chiave del settore. Dai dati è emerso che la produzione di mobili sta crescendo a livello globale, con alcuni paesi che crescono più velocemente di altri essendo più competitivi sui mercati internazionali. Secondo le cifre elaborate da CSIL, la produzione mondiale di mobili ammontava l'anno scorso a oltre 400 miliardi di dollari, con un aumento del 3% rispetto all'anno precedente e una crescita cumulativa del 25% nell'ultimo decennio (in dollari USA correnti).
Alessandra Tracogna ha evidenziato come l'area Asia-Pacifico si distingua in un confronto globale, con oltre la metà della produzione mondiale che si svolge in quella regione (la Cina fa la parte del leone con oltre il 70% della produzione regionale).
Di recente, la velocità di crescita della produzione asiatica si è però rallentata. Il contesto regionale sta registrando una crescente concorrenza all'interno dell'area e sui mercati di esportazione (il Vietnam infatti sta crescendo più rapidamente della Cina) e anche l'industria sta affrontando alcune sfide comuni nella produzione di mobili che incidono sui vantaggi competitivi dei produttori.

 

L'industria del mobile nell'area Asia-Pacifico


Nel suo interessante intervento, Linda Tu, Vice Segretario Generale del CNFA, China National Furniture Association e Vice Presidente e Segretario Generale del CAFA, Council of Asia Furniture Associations, ha fornito i dati sull'industria del mobile cinese e ha illustrato i principali pilastri della strategia 2025 del Made in China che mira a costruire una piattaforma per l'innovazione nella produzione con un focus su temi come la smart manufacturing and green approach, ovvero la produzione semplificata e l'attenzione all'ambiente.
Ha anche riferito che l'associazione nazionale sta lavorando per rafforzare la cooperazione con i partner di tutto il mondo sia promuovendo un sistema fieristico in Cina, sia portando avanti numerose iniziative bilaterali all'estero. Attualmente in Asia anche il Vietnam è un player molto importante; secondo i dati CSIL infatti è il 5 ° esportatore di mobili al mondo e un produttore in grande crescita in Asia (la velocità di crescita della produzione vietnamita è superiore a quella cinese). Nguyen Quoc Khan, presidente del Vietnamese Handicraft e Wood Industry Association, ha spiegato come l'industria del mobile può contare su un contesto macro positivo e un crescente flusso di investimenti diretti stranieri, nonché su alcuni vantaggi specifici del settore che includono la disponibilità di legno e manodopera competitiva.

 

Il settore del mobile nell'Unione Europea


L'Europa resta uno dei principali attori nel settore del mobile, essendo la seconda più importante regione produttrice al mondo. Secondo le stime CSIL presentate al seminario, la regione rappresenta circa un quarto della produzione totale del settore (era circa il 40% un decennio fa). Come illustrato da Roberta Dessì, segretaria generale dell' EFIC, la Confederazione europea delle industrie del mobile, il settore del mobile dell'Unione Europea dà lavoro ad oltre 1 milione di persone in quasi 200.000 aziende, principalmente PMI. Il mercato del mobile, che è stato duramente colpito dalla crisi, è ora in fase di ripresa, nonostante le sfide principali quali: la concorrenza all'interno dell'area, la frammentazione del mercato, la pressione delle importazioni, l'occupazione stabile, l'aumento dei costi delle materie prime e la protezione dell'innovazione. L'EFIC ha identificato diverse aree prioritarie di intervento, tra cui il processo di armonizzazione all'interno dell'UE, lo sviluppo di una regolamentazione per l'ambiente e la sicurezza, un'efficace protezione del diritto d'autore, l'accesso finanziario per l'innovazione e lo sviluppo dei prodotti e una migliore informazione dei consumatori. Alexander Oswald della Confederazione nazionale dell'industria tedesca del legno e del mobile ha invece fornito una panoramica sulla situazione attuale in Germania. Il paese è il primo produttore ed esportatore nell'Unione europea, seguito da Italia e Polonia. Anche se le aziende del settore  nell'ultimo decennio sono in difficoltà, il fatturato del settore supera il livello pre-crisi.  La penetrazione delle importazioni è risultata in aumento, con il saldo commerciale rimasto negativo. Le previsioni indicano un aumento delle esportazioni superiore a quello della produzione per il mercato interno.
Anche la Polonia è uno dei produttori di mobili in rapida crescita in Europa. Come spiegato da Patrycja Niemczyk-Favaro' della sede di Milano dell'Agenzia per gli investimenti e il commercio polacco per conto di Tomasz Wiktorski del Fondo polacco per lo sviluppo, diversi indicatori hanno determinato la crescita del settore: la creazione di nuove abitazioni e la fiducia dei consumatori sono giunti a livelli record sul mercato interno mentre dall'altra parte la disoccupazione è arrivata storicamente al livello più basso. Gli investimenti nella produzione di mobili sono in aumento e il Polish Furniture Flagship Program  mira a sostenere la crescita del settore secondo alcune linee guida: aumentare l'ottimizzazione e l'automatizzazione della produzione, per poter essere più competitivi, favorire il consolidamento e le fusioni e acquisizioni, superando così i limiti delle piccole dimensioni delle aziende, aumentare l'innovazione nel design, nella funzionalità e nei materiali per creare valore aggiunto.
Mauro Spinelli, senior partner di CSIL,  ha delineato le opportunità derivanti dal mercato del  contract evidenziando le principali tendenze del mercato. La produzione di mobili e arredi per il settore contract in Europa valeva circa 10 miliardi di EUR nel 2017, mentre il consumo ammontava a circa 7,7 miliardi di EUR secondo l'ultima ricerca elaborata da CSIL. Ospitalità, ufficio, real estate, nautica e ristoranti sono stati i segmenti in più rapida crescita che hanno superato la media europea.

 

L'industria del mobile nel Nord America


Per quanto riguarda il Nord America la sua recente performance è certamente positiva; la produzione di mobili è infatti aumentata negli ultimi cinque anni. Le fonti locali sembrano essere ottimiste per i prossimi anni, anche se alcune preoccupazioni emergono circa l'impatto negativo sull'economia statunitense di una "possibile guerra commerciale".
In conclusione dai dati emersi dall'analisi di previsione CSIL la prospettiva globale è positiva per i prossimi anni con il mercato del mobile che cresce ad un tasso del 3% annuo (in termini reali) fino al 2020. Le regioni a maggior crescita  sono l'Asia-Pacifico, seguita da Nord America, Medio Oriente e Africa. Se lo scenario CSIL si realizzerà, il commercio mondiale del mobile crescerà fino a toccare i 150 miliardi di dollari nel 2018, con un +20% di crescita rispetto al 2012.

 

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