Xylexpo 2020, biennale tecnologie e forniture per l'industria mobile e legno, è posticipata

La manifestazione sarà organizzata nella seconda metà dell’anno, in data da definirsi

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Dopo il Salone del Mobile di Milano, anche un'altra importante manifestazione internazionale ha deciso di posticipare la sua data: Xylexpo 2020, la biennale delle tecnologie e forniture per l'industria mobile e legno.
Con un comunicato stampa il consiglio di amministrazione di Acimall,  l’associazione nazionale italiana dei costruttori di macchine e attrezzature per la lavorazione del legno, titolare della biennale internazionale Xylexpo, ha comunicato questa sofferta ma doverosa decisione alla luce del fermento che sta caratterizzando i calendari degli eventi fieristici e delle incertezze sugli sviluppi del “Covid-19”.
L’edizione 2020, dunque, non si terrà dal 26 al 29 maggio, come stabilito e come recentemente presentato nel corso della conferenza stampa tenutasi a Milano tre settimane fa, ma sarà organizzata nella seconda metà dell’anno, in una data che è ancora in via di definizione.

 

Una drastica decisione, un atto di responsabilità


“Abbiamo atteso sperando che la situazione tendesse verso un ritorno alla normalità”, ha commentato Lorenzo Primultini, presidente di Acimall e della rassegna al termine del consiglio. “Speriamo che a fine maggio gli effetti del Coronavirus non siano quelli che stiamo vivendo tutti oggi, ma non possiamo purtroppo dire quando questa emergenza vedrà il termine a livello mondiale e, soprattutto, non possiamo prevedere quali potrebbero essere le ripercussioni sul sistema industriale e sulle catene di distribuzione del settore delle tecnologie per il legno e il mobile”.
Un atto di responsabilità, dunque, che ritiene prioritaria la difesa della salute pubblica considerando che al momento espositori e visitatori non sarebbero nelle condizioni ideali per programmare la propria presenza a Xylexpo, la più importante fiera dell’innovazione tecnologica per l’industria del legno negli anni pari.
“Per le imprese la situazione peggiore è l’incertezza ed è stata proprio la negatività dell’attuale situazione a convincerci della necessità di prendere questa drastica decisione, negli interessi dell’intera filiera”, ha concluso Primultini.

 


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