- 11/02/2026
- Aziende: strategie e futuro
Indice
Punto di riferimento tecnologico per il comparto del legno, Alpi si distingue per l’ampiezza della sua gamma di prodotti in grado di rispondere alle richieste specifiche di una vasta e diversificata committenza. Tecnologie all’avanguardia e lavorazioni sartoriali, materie prime di altissima qualità e importanti investimenti in R&D, una profonda sinergia con il mondo del progetto caratterizzano questa importante realtà industriale che fa dell'innovazione responsabile la base del proprio modo di operare.
Materiali, innovazione, progettazione e sostenibilità: questi gli argomenti affrontati nell'intervista con Vittorio Alpi, Presidente Alpi.
I materiali, sempre più sostenibili, intelligenti e performanti, sono diventati tema centrale della progettualità. Come si esprimono le vostre strategie di innovazione?
Oggi il materiale è il vero terreno d’incontro tra progetto, industria e responsabilità. È qui che si gioca l’innovazione: nella capacità di leggere la materia non solo per ciò che è, ma per ciò che può diventare.
Per Alpi questo sguardo nasce dal legno, dalla sua storia e dalla sua complessità. Da sempre lavoriamo sul confine tra natura e progetto, esplorando superfici che uniscono tecnica, qualità estetica e valore culturale. Innovare significa ampliare il vocabolario del materiale, rivelarne sfumature e possibilità inattese.
Questo percorso passa attraverso la ricerca, ma anche attraverso il dialogo con designer capaci di interpretare la materia con occhi contemporanei. Progetti come Alpi Agreste, nato con Estúdio Campana, raccontano bene questo approccio: il materiale diventa narrazione ed espressione di un processo industriale che valorizza l’imperfezione e il recupero. Per noi l’innovazione non è un esercizio di stile, ma un modo per dare al progetto maggiore profondità, durata e significato rispetto al nostro tempo.

Alpi Agreste Ouro, Design Estudio Campana, Ph. Federico Cedrone
L'innovazione responsabile si esprime sempre più attraverso l’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili o attraverso tecnologie green o processi di produzione in grado di ridurre l’impatto ambientale. Come risponde la vostra azienda a questo tema ormai prioritario nelle strategie d'impresa?
La responsabilità non è una risposta a una tendenza recente, ma un principio fondativo del nostro modo di operare. Da quasi cinquant’anni gestiamo direttamente concessioni forestali nel bacino del Congo, operando secondo criteri ambientali, sociali ed economici rigorosi. L’ottenimento della certificazione FSC® per le nostre foreste è la conferma di un percorso che intreccia ambiente, persone e cultura del territorio.
La responsabilità si misura nei gesti: gestione forestale a basso impatto, riforestazione programmata, tutela della biodiversità, tracciabilità completa della filiera, rispetto dei diritti dei lavoratori e delle comunità locali, comprese le popolazioni indigene. È un equilibrio delicato tra economia e natura, che richiede tempo e visione.
Parallelamente investiamo in processi industriali sempre più efficienti, nell’upcycling dei materiali e nello sviluppo di collezioni certificate, che uniscono sostenibilità e qualità.

Le foreste Alpi in Camerun hanno ottenuto la Certificazione FSC® Ph. Marco Pavan
Quanto il nuovo quadro normativo europeo relativo all’Ecodesign può influire nei processi di progettazione sostenibile?
Le nuove regole sull’Ecodesign non cambiano la nostra visione, la rendono più leggibile. Da anni lavoriamo su una filiera controllata, sulla tracciabilità e sulla responsabilità della materia. Il quadro europeo potrà favorire un dialogo più stretto tra designer e industria, dove la sostenibilità non è un attributo da aggiungere, ma un presupposto del progetto.
