- 28/10/2026
- Economia, News e Fiere
I costi produttivi dei pannelli a base legno sono ormai fuori controllo: il costo dell'energia è aumentato del 106%, quello del gas dell'85% e l'urea, utilizzata nei processi produttivi, ha raggiunto nel secondo semestre un aumento del 51%. Questi numeri rivelano una situazione alquanto complessa per un comparto caratterizzato da processi produttivi ad alta intensità energetica.
Assopannelli, per voce del suo presidente Paolo Fantoni, lancia l'allarme dal SICAM di Pordenone, sottolineando come “la concomitanza di questi aumenti renda particolarmente complessa la gestione industriale delle imprese, chiamate ad assorbire rincari rilevanti senza poterli necessariamente trasferire integralmente sui prezzi finali”.

Competitività e investimenti a rischio
Energia e materie prime sempre più costose, ma soprattutto il loro incremento simultaneo erode i margini delle imprese mettendo a rischio la loro competitività e la capacità di investire sui mercati internazionali.
Anche le materie prime legnose segnano dei rincari significativi: i tronchi di legno da triturazione, ad esempio, registrano un aumento di circa il 23%, mentre i prezzi del pellet salgono del 35%.
Tutte queste criticità attuali richiedono una risposta tempestiva da parte del Governo italiano, delle istituzioni europee e del sistema produttivo nel suo complesso, attraverso un confronto concreto. Senza interventi urgenti, competitività e occupazione sono a rischio.
Transizione ecologica sostenibile anche dal punto di vista economico e produttivo
Paolo Fantoni sottolinea che le aziende della filiera operano in un mercato globale, ma sostengono oneri che molti concorrenti extraeuropei non devono affrontare. Per questo, aggiunge Fantoni, “chiediamo alle istituzioni di intervenire per ridurre il differenziale dei costi energetici e ristabilire condizioni di concorrenza più equilibrate, a partire dagli obblighi ambientali che ci impone l’Europa”.
La transizione ecologica resta un obiettivo fondamentale, ma deve essere sostenibile anche dal punto di vista economico e produttivo. Le aziende europee, impegnate a rispettare standard ambientali elevati, non devono essere penalizzate rispetto a operatori provenienti da mercati meno regolamentati. “Non possiamo chiedere alle imprese di investire nella transizione ecologica – conclude il presidente di Assopannelli - e, allo stesso tempo, lasciare che l’aumento dei costi ne comprometta la capacità di farlo”.
