- 01/06/2026
- Economia, News e Fiere
Rallentamento della domanda globale, pressione competitiva cinese, aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e forte instabilità geopolitica: sono questi i temi affrontati nel corso dell’Assemblea annuale di FederlegnoArredo.
che si è tenuta giovedì 28 maggio presso l’ADI Design Museum di Milano.
Secondo i dati del Centro Studi FederlegnoArredo, nei primi due mesi del 2026 le esportazioni della filiera legno-arredo, filiera strategica per il manifatturiero italiano, si attestano a 2,76 miliardi di euro, segnando un calo del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
"I primi mesi dell’anno - ha dichiarato il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin - confermano una situazione di forte difficoltà sui mercati internazionali, mentre sul mercato interno arrivano segnali di stabilità, seppur sintesi di andamenti diversificati".
Rallentamento dell’export nel primo bimestre
A frenare l'export è soprattutto l’andamento dei principali mercati internazionali: in testa troviamo Francia (469,6 milioni, -6,2%) e Germania (311,2 milioni, -8,9%), mentre una contrazione particolarmente marcata si registra negli Stati Uniti (-16,9%), terzo mercato di destinazione. In calo anche Regno Unito (-4,4%) e Spagna (-5,3%), mentre risultano più stabili Svizzera (-0,5%) e Belgio (-0,6%). Tra i pochi segnali positivi, una lieve crescita nei Paesi Bassi (+0,3%) e negli Emirati Arabi Uniti (+1,9%).
L'Europa tiene, crollano gli USA e l'area OPEC
Nel mese di marzo si è notato un parziale cambio di scenario con l’Europa che sembra tenere, mentre crolla il resto del mondo: l’export tocca i 1,19 miliardi di euro (-4,2%), con andamenti divergenti tra aree geografiche. Se i mercati europei mostrano infatti segnali di resilienza con una crescita del +2,8% grazie soprattutto alle performance di Francia (+3,2%), Spagna (+4,9%) Austria (+20,1%) e Paesi Bassi (+12,9%), si evidenzia però un forte rallentamento nei mercati extra europei, con un calo complessivo del -17,4%. Particolarmente negativo il dato degli Stati Uniti (-17,6%), primo mercato extra UE, e il drastico ridimensionamento dell’area OPEC (-64,3%), a causa della guerra in corso.

Squilibrio crescente con la Cina
Come spiega Feltrin, “in questo scacchiere la Cina fa sentire tutto il suo peso all’interno degli equilibri internazionali”. I dati sono molto chiari: nel primo trimestre dell’anno, l’Italia ha esportato mobili e prodotti in legno per 70,2 milioni di euro, a fronte di importazioni quasi quattro volte superiori, pari a 266,2 milioni. Questo squilibrio risulta particolarmente evidente nel comparto mobili, dove l’import (217,5 milioni) supera di gran lunga l’export (54,4 milioni), con una crescente pressione competitiva sul mercato interno.

Garantire regole di concorrenza eque
Questo fenomeno riguarda non solo l'Italia, ma l’intero mercato europeo: nei primi due mesi del 2026, l’Unione Europea ha importato infatti dalla Cina oltre 5 miliardi di euro di prodotti della filiera legno-arredo. I principali paesi di destinazione sono stati Germania (912 milioni), Paesi Bassi (846 milioni) e Francia (729 milioni). In questo contesto, l’Italia si colloca al sesto posto con 356 milioni di euro di importazioni (-10,9%), a dimostrazione dell’ampia presenza dei prodotti cinesi anche nei mercati chiave dell’export italiano che deve affrontare un competitor agguerrito anche sul fronte dei prezzi.
“Diventa pertanto fondamentale - conclude Feltrin - difendere il mercato europeo e garantire condizioni di concorrenza realmente eque. Le imprese italiane ed europee investono da anni in sostenibilità ambientale, sicurezza, qualità del lavoro e tracciabilità. Non possiamo continuare a competere con sistemi produttivi che operano con regole, costi e standard completamente diversi”.
Anche il nuovo aumento dei prezzi della materia prima legnosa è fonte di preoccupazione per il settore, destinato a incidere nei prossimi mesi sui costi dell'energia e di conseguenza della produzione e sui prezzi finali, riducendo ulteriormente la competitività delle imprese.

