- 02/02/2026
- Economia e marketing
Secondo i Preconsuntivi 2025 elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo e presentati in occasione della conferenza stampa del Salone del Mobile.Milano, la filiera legno-arredo ha chiuso il 2025 con un fatturato alla produzione di 52,2 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,3% rispetto al 2024. A contribuire a questo risultato soprattutto l’andamento del mercato interno ancora sostenuto da alcuni incentivi fiscali legati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare che, con una maggior spinta del non residenziale, ha segnato un incremento dell’1,8%, raggiungendo i 32,9 miliardi di euro. Stabili invece le esportazioni (+0,4%) a quota 19,3 miliardi di euro (37% del totale): pur mostrando ancora segnali di debolezza in alcuni mercati strategici come Francia e Stati Uniti, questi dati rivelano una leggera ripresa da parte della Germania.
“Dati che - commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin - certificano come la nostra filiera e tutto il sistema industriale che esprimiamo, pur alle prese con un contesto articolato, complesso e incerto, abbia saputo mettere in campo strategie e azioni di adattamento e sviluppo che si sono tradotte in una sostanziale tenuta. Non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte a una ripresa strutturale e che possiamo sentirci al riparo dalle turbolenze che anche il 2026 ci sta già riservando, ma voglio intravederci dei segnali incoraggianti su cui, anche come Federazione, abbiamo il dovere di concentrarci, a supporto delle nostre aziende”.

Macrosistema arredamento e legno
Il macrosistema arredamento raggiunge nel 2025 un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro, in sostanziale stabilità (+0,6%) rispetto al 2024. La crescita della produzione destinata al mercato interno (13,5 miliardi, +2,1%) compensa la lieve flessione delle esportazioni (14,2 miliardi, -0,8%), che continuano a rappresentare oltre la metà del valore complessivo.
Il macrosistema legno (compreso il commercio legno) cresce del 2%, raggiungendo un fatturato di 24,5 miliardi di euro. Questo dato però è determinato in parte dall’andamento dei prezzi e da una ripresa delle esportazioni (5,2 miliardi, +3,8%). Il mercato interno (19,3 miliardi) registra un +1,5%.

Export: una sostanziale tenuta
Per quanto riguarda i mercati esteri i dati del Centro Studi FederlegnoArredo, aggiornati ad ottobre ’25, evidenziano nel complesso un andamento di sostanziale tenuta, confermando il peso strategico dell’export sui risultati del settore.
Nella top 10 di particolare interesse risulta la Germania che nei primi dieci mesi 2025 torna con un segno positivo (1,7 miliardi; +1%), mentre si registra ancora la debolezza della Francia (2,5 miliardi; -1,3%) che dopo il biennio '21-'22 di forte espansione, rallenta nonostante un lieve recupero negli ultimi mesi. Gli Stati Uniti segnano un -2,5% (1,7 miliardi), dopo il rimbalzo del 2024, con un andamento mensile influenzato dall’anticipazione degli acquisti nei mesi primaverili in vista dei dazi; riassorbito a luglio, quando la variazione percentuale cumulata era ancora positiva +0,3%. Nei mesi successivi le esportazioni sono fortemente rallentate, particolarmente ad agosto e in ottobre.
Emergono invece tendenze positive verso alcuni mercati europei ed extraeuropei, che contribuiscono a compensare parzialmente la flessione delle destinazioni tradizionali. Tra i Paesi con le migliori performance in termini di incremento in valore delle esportazioni figurano Regno Unito (+4,2%) Paesi Bassi (+8,5%) e Spagna (+2,3%) che raggiunge il quinto posto della Top 10 tra i mercati di destinazione, superando la Svizzera. In crescita anche mercati come Emirati Arabi Uniti (+3,9%).
“Nel complesso - spiega Feltrin - il quadro che emerge è quello di un export che mantiene un ruolo centrale per la filiera, ma che richiede alle imprese maggiore capacità di adattamento, presidio dei mercati e diversificazione, in uno scenario internazionale caratterizzato da elevata volatilità”.

Maggiori controlli alle merci in entrata
La Cina intanto sta guadagnando quote di mercato sia in Italia che in Europa. “Basti pensare – evidenzia Feltrin – che per quanto riguarda il macrosistema arredamento, dopo un secondo semestre 2024 in forte crescita, anche i primi dieci mesi del 2025 confermano il trend: +3,7% in Europa, -0,3% in Italia. Di contro, l’import totale flette del 7,7%, a vantaggio della quota dalla Cina, che rafforza progressivamente la propria posizione competitiva nel mercato europeo, in un contesto di crescente pressione sulle esportazioni italiane".
Proprio per questo Feltrin ha lanciato un appello affinché “vengano effettuati maggiori controlli alle merci in entrata nel nostro mercato, al fine di evitare la concorrenza sleale da parte di quei Paesi che producono senza rispettare le regole a cui sono sottoposti i produttori europei”.
Cucine: un quadro complessivamente stabile
Nel 2025 il comparto cucine registra un fatturato alla produzione pari a 3 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il 2024 (+0,5%), confermando un quadro di stabilità complessiva dopo il triennio di forte crescita che aveva caratterizzato il periodo post-pandemico. La produzione destinata al mercato italiano cresce del +3,4% (2 miliardi); di segno opposto le esportazioni (1 miliardo), che registrano una flessione del -5%, dopo anni di espansione particolarmente sostenuta. Il rallentamento dell’export interessa in particolare alcuni mercati chiave, tra cui Stati Uniti e Francia, mentre emergono segnali più dinamici da parte di Paesi come Emirati Arabi Uniti e Spagna.

Arredobagno: una buona tenuta
Nel 2025 il sistema arredobagno registra un fatturato alla produzione di 4,3 miliardi di euro, con una crescita del +1,5% rispetto al 2024, confermando una buona tenuta complessiva. L’andamento positivo è sostenuto principalmente dal mercato interno che cresce del +2,2%, mentre le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili (+0,5%), sfiorando 1,7 miliardi di euro, con una quota export che si attesta attorno al 40% del valore complessivo. Si evidenziano segnali di recupero dalla Germania, primo Paese di destinazione.

