- 25/09/2026
- Economia, News e Fiere
Il permanere delle tensioni geopolitiche, le guerre che non sembrano trovare soluzioni a breve e l'instabilità di alcune aree di riferimento per il Made in Italy stanno mettendo in difficoltà le nostre aziende frenando soprattutto le esportazioni del settore legno-arredo.
I dati export, elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo, su dati Istat, non sono positivi: dopo la frenata di maggio (-10,1%), a giugno l’export del legno-arredo registra una flessione dell'1,4% rispetto a giugno 2025, e nei primi sei mesi del 2026 il calo è stato del 4,5% con un valore di 9,2 miliardi di euro. Il mercato interno si conferma stazionario (-0,7%), almeno per il settore del mobile.
Preservare la competitività internazionale della filiera
Tra i principali Paesi con performance negative troviamo le prime quattro destinazioni dell’export italiano del legno-arredo: gli Stati Uniti con -11,3% arretrano dal secondo al terzo posto della Top Ten; la Francia resta al primo posto ma segna -4,6% e la Germania al secondo con -7,8%; il Regno Unito al quarto con -5,3%. Gli Emirati Arabi Uniti a -15,2% escono addirittura dalla Top Ten.
“Sarà fondamentale - spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, - continuare a sostenere i processi di internazionalizzazione e rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati esteri. L'obiettivo resta quello di preservare la competitività internazionale della filiera attraverso anche politiche energetiche europee che tutelino le produzioni”.

Export Mobili: in calo del 5,7% nei primi sette mesi
Analizzando in particolare le esportazioni di mobili, nei primi sette mesi del 2026 si attestano a 6,38 miliardi di euro, registrando un calo del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo dato riflette le difficoltà che il settore deve affrontare in molti mercati strategici, conseguenza della difficile situazione internazionale.
La Germania, registra una flessione del 10,5%, il Regno Unito arretra del 7,1% e la Francia del 5% Ancora più forte la contrazione degli Stati Uniti (-12,9%) e quella della Cina (-17,7%), che continua a risentire delle difficoltà del proprio ciclo economico.
Spagna (+2,7%) e Svizzera (+5,5%) sono gli unici segni positivi: nel complesso i Paesi UE chiudono con un -4,3%.
A luglio alcuni segnali positivi
Il mese di luglio pare indicare un rallentamento della contrazione: pur registrando infatti una flessione dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2025, segna il miglior risultato mensile dei primi sette mesi dell'anno.
Anche a luglio i principali mercati restano deboli: Germania e Regno Unito registrano entrambi un calo del 10,1%, Francia un -1,9%. Gli Stati Uniti con un -2,5%, mostrano la flessione più contenuta dall'inizio del 2026.
“Accanto alle difficoltà dei mercati tradizionali emergono tuttavia segnali di vivacità da parte di alcune destinazioni che stanno contribuendo a mitigare il calo complessivo dell'export di mobili. A luglio - spiega Feltrin - spiccano le performance di Paesi Bassi (+19,7%), Spagna (+10,6%) e Svizzera (+4%), a conferma di come la diversificazione dei mercati rappresenti una leva strategica fondamentale per la competitività delle imprese italiane".
Gli Emirati Arabi Uniti recuperano contribuendo alla crescita dell’area Opec: a luglio registrano un +12,6%, anche se il cumulato da inizio anno resta negativo (-13,1%). Segno meno ancora per la Cina che a luglio tocca il -23,4%, portando il cumulato dei primi sette mesi dell’anno a -17,7%.
